Fibre naturali

Lana
La lana viene quasi sempre dalla pecora. La fibra è arricciata ed elastica, per questo il pelo torna su dopo il passaggio e i mobili lasciano segni meno duraturi che sulla fibra sintetica. Il grasso naturale della lana, la lanolina, impedisce a sporco e liquidi di penetrare subito. Una parte dei nostri tappeti in lana è in lana filata a mano, e lì il filato non ha ovunque lo stesso spessore.
Come riconosci la lana? Al tatto è calda e corposa, non liscia.
I tappeti in lana nuovi perdono pelucchi nelle prime settimane. È normale. L’umidità prolungata invece la lana la sopporta male. Aspira con regolarità e tampona le macchie con acqua tiepida invece di strofinare. Da noi in lavatrice può andare solo il tappeto in lana lavabile Lia.

Cotone
Il cotone nasce come peluria attorno ai semi della pianta. Filato, dà un filo liscio e leggero che prende bene il colore. I tappeti in cotone di solito sono piatti. Non pizzicano. Quelli piccoli li sollevi per passare l’aspirapolvere o li scuoti fuori. Alcuni nostri modelli sono in cotone riciclato, cioè scarti di tessuto filati di nuovo.
Lo riconosci dall’aspetto opaco e dal tatto morbido.
Il punto debole del cotone sono le macchie. Caffè e vino rosso penetrano in fretta, e siccome è meno elastico della lana, i passaggi si vedono prima. Tampona le macchie subito con un panno assorbente. Da noi l’unico che puoi lavare è il kilim Chindi Uni, a 30 °C.

Juta
Dal fusto della pianta di juta si ricavano fibre lunghe. Sono grosse e resistenti e hanno quel colore caldo, sabbia, che conosci dai sacchi del caffè. Un tappeto in juta sta piatto e regge bene l’uso in soggiorno o nello studio.
Tipico è il tono bruno dorato, leggermente lucido. A piedi nudi la juta è più dura della lana, e qualcuno la trova ruvida.
Con l’acqua non va d’accordo. Lascia aloni scuri, e la juta che resta umida a lungo può ammuffire. In bagno quindi non ci va. Nemmeno come tappetino. All’inizio perde qualche fibra sottile. Aspira senza spazzola e asciuga subito i liquidi con carta da cucina.

Sisal
Il sisal si ricava dalle foglie dell’agave sisalana. La fibra è più dura della juta, molto stabile, e ha un tono chiaro color crema. I veri tappeti in sisal sono a trama fitta e a piedi nudi risultano ruvidi.
Tappeti in puro sisal non ne abbiamo. Quello che da jaloom si chiama effetto sisal è fatto all’80% di juta e al 20% di cotone. La trama ricorda il sisal. Però è più morbido sotto i piedi.
Il sisal vero lo riconosci dalla fibra liscia, quasi come un filo di ferro.
Nessuno dei due sopporta l’acqua. I liquidi lasciano aloni che vanno via a fatica. Aspira con regolarità, togli le macchie a secco e tratta l’effetto sisal come la juta.

Seta
La seta si ottiene dai bozzoli del baco da seta. Il filo è finissimo e liscio e riflette la luce così tanto che i tappeti in seta, a seconda di come li guardi, sembrano più chiari o più scuri. Di solito la seta si usa nei tappeti annodati a mano, per tutto il pelo o solo per alcuni contorni del disegno. Al momento non è nel nostro assortimento.
La viscosa le somiglia e spesso la sostituisce. La differenza la mostra la prova del fuoco su un singolo filo, perché la seta è una proteina e la viscosa è cellulosa. Bruciando, la seta odora di capelli bruciati e la viscosa di carta.
La seta teme l’acqua e il sole. In corridoio o sotto il tavolo da pranzo non ha posto. Per pulirla rivolgiti a una lavanderia specializzata.
Fibre sintetiche

Poliestere
Il poliestere è una fibra sintetica derivata dal petrolio. È morbido, assorbe pochissima umidità e tiene molto bene il colore, anche le tinte forti restano vive a lungo. Come microfibra il filato è sottilissimo, e questi tappeti risultano particolarmente morbidi.
Lo riconosci dalla leggera lucentezza e dal tatto liscio, un po’ scivoloso. Lo sporco ci si attacca meno che sul cotone. Spesso basta tamponare con acqua e un po’ di detersivo delicato.
E i limiti? Il poliestere non mantiene la forma come la lana, sotto le gambe delle sedie le impronte restano più visibili, e con l’aria secca del riscaldamento a volte si carica di elettricità statica. Il calore lo rovina.

Polipropilene
Il polipropilene non assorbe quasi acqua. Le bevande rovesciate restano in superficie, e puoi tamponarle prima che penetrino. Il colore viene dato già in produzione, in tutta la fibra, quindi sbiadisce poco. In cucina e nella cameretta è comodo.
Si produce dal petrolio, è più leggero del poliestere e costa meno della lana. Toccandolo lo senti liscio e un po’ cerato.
I suoi punti deboli sono il calore e la pressione. Una pentola calda fonde le fibre, e nei punti dove si passa di più il pelo si schiaccia prima che nella lana. Si pulisce con acqua e detersivo delicato. Rimane pur sempre un materiale plastico.

Viscosa
La viscosa si ricava dalla cellulosa, di solito dal legno, che poi viene trasformata in filato. Al tatto è fresca e liscia e ha una lucentezza simile alla seta, per questo spesso la si usa come alternativa più economica.
Se passi la mano contropelo, la superficie diventa più scura. Così riconosci in fretta un tappeto in viscosa.
È delicata. L’acqua fa gonfiare la fibra e restano aloni e zone opache. Dove si cammina molto il pelo si piega in una direzione, e siccome la viscosa poi non si rialza quasi più, si formano dei percorsi più chiari. In camera da letto sta bene. Le macchie si tolgono solo a secco.

Tencel
Tencel è un marchio del lyocell. Come la viscosa, la fibra nasce dalla cellulosa del legno, ma con un altro procedimento. Il lyocell ha una lucentezza simile, però da bagnato è più resistente della viscosa. È questa la differenza principale. Nel nostro assortimento per ora non c’è.
A occhio Tencel e viscosa quasi non si distinguono. Lo chiarisce solo l’indicazione del materiale.
Anche il lyocell non ama l’umidità prolungata e con molto passaggio può appiattirsi. Si cura quindi come la viscosa, con poca potenza di aspirazione e tamponando con delicatezza.

PET
Il PET è la plastica delle bottiglie per bevande. Chimicamente fa parte dei poliesteri. Per il PET riciclato il materiale usato viene fuso e filato di nuovo.
Nel tappeto il PET si comporta come il poliestere. È morbido, non perde colore e assorbe pochissima umidità, quindi le macchie si tamponano bene. A occhio nudo non vedi differenze rispetto al poliestere nuovo, se è riciclato lo dice solo l’indicazione del materiale.
Riciclato non vuol dire biodegradabile. Alla fine resta plastica. Sotto i mobili pesanti il pelo può schiacciarsi per sempre, e il calore lo sopporta male come tutte le fibre sintetiche.

